Borgo antico

36409991Il centro storico di San Piero Patti è situato nel lato del paese esposto ad occidente. Si tratta di una zona vastissima, oggi popolata a macchia d’olio. Nonostante i numerosi interventi di modernizzazione del patrimonio edilizio, conserva ancora oggi peculiarità che lo rendono particolare e meritevole di una visita.

La struttura urbanistica è rimasta quasi del tutto inalterata. A stradine strette e tortuose, si alternano ripide scalinate che si arrampicano su tutto il fronte del colle dove sorge l’antico borgo. Come da tradizione araba, infatti, le abitazioni sono disposte nel lato della collina che si affaccia sull’entroterra e non sul mare, dove, tra l’altro, è possibile godere del sole per tutto l’arco della giornata. Le stradine, un tempo, erano tutte in acciottolato e ancora oggi è possibile ammirare l’antica pavimentazione nel Vico America.

Gli arabi, in seguito al loro arrivo in Sicilia nell’827, si insediarono nella parte più bassa di San Piero Patti. Oggi questa zona è denominata Arabite. Fino a qualche secolo fa, secondo le fonti documentarie, era indicata come “Rabiti”. L’aggiunta della preposizione ha dato origine al toponimo attuale. L’etimologia è da ricercarsi nel lemma saraceno “rabat” che vuol dire sobborgo, o da altri lemmi simili che riconducono al significato di “città fortificata”. Ancora oggi, nel dialetto locale, gli abitanti sono detti “Rabbitisi”. Ai margini del sito erano situate alcune porte che davano l’accesso all’abitato, tra cui Porta Ceto e la Porta di Santa Maria, ancora esistente e che divide il campanile dalla chiesa omonima.

Porta Santa Maria
Porta Santa Maria

La parte più alta del centro storico, quella situata alle pendici della sommità dove un tempo sorgeva il castello, fu edificata in seguito alla rovina dello stesso, usato per ricavarne pietrame, quindi dopo la metà del XIX secolo.

Il Castello fu costruito intorno al 1200. Fu sede dei baroni di San Piero. Nel 1356, tra il 6 e il 9 dicembre, vi soggiornò re Federico III di Sicilia, giunto a San Piero in seguito a una rivolta del popolo mossa nei confronti dei baroni dell’epoca, Giovanni e Manfredo Orioles, che avevano vessato i sampietrini con ogni tipo di sopruso. Il Re, però, fu accolto benevolmente. Questo fatto è stato più volte ricordato in una Rievocazione Storica organizzata a San Piero Patti nel mese di agosto. Oggi del castello non vi è quasi più traccia, al suo posto fu edificato, negli anni cinquanta del novecento, un edificio scolastico oggi riconvertito a polo museale. Si possono osservare ancora oggi i resti della cinta muraria, la base della grande torre che sorgeva vicino, una cisterna per la raccolta delle acque e altri resti inglobati in edifici privati.

Ma il centro storico sampietrino era sede anche di numerosissime chiese, oggi rimaste in poche. Di alcune esistono solo i ruderi o la denominazione che sopravvive nel toponimo della strada dove sorgevano.

Chiesa di San Leonardo
Chiesa di San Leonardo

Poco lontano dalla zona del Castello, è possibile ammirare quanto rimane della chiesa di San Leonardo. Nei primi decenni del Novecento, questo edificio fu convertito ad abitazione privata. Si tratta di una costruzione di media grandezza che sorge nella via omonima. Sormontata da un campanile a vela, la facciata è rivolta a levante e reca al centro una nicchia e un finestrone circolare. Sul retro, la particolare forma semicircolare dell’abside.

Altra chiesa di cui restano i muri perimetrali e i bellissimi portali è quella della Trinità.

Per quanto riguarda il patrimonio edilizio privato, tantissimi sono gli edifici che conservano l’originalità delle caratteristiche costruttive e funzionali dei secoli passati.

Si tratta di case e altri edifici costruiti in pietra e malta. Le aperture esterne sono solitamente in pietra arenaria dura, diffusissimi gli archi ai portoni. Negli edifici di pregio, le aperture e i balconi presentano ricche decorazioni.

Particolare balconi
Particolare balconi

Altri particolari da notare sono i “caliaruri” dove venivano appoggiati i “cannizzi”. Si trattava di stuoie di vimini posizionate su supporti in legno conficcati nei muri sulle quali venivano messi pomodori, fichi o altri cibi da essiccare.

Antico forno
Antico forno

In molte abitazioni si conservano gli antichi forni in pietra per la produzione di pane e biscotti in casa. È possibile notarne tantissimi piccoli e sporgenti rispetto al perimetro degli edifici.

Un’altra particolarità, considerata la tipologia di terreno sulla quale sorge il borgo, è quella di aver costruito i muri direttamente sulla roccia. Non sono poche le case che all’interno di cantine e magazzini dove è possibile ammirare la roccia viva che spunta dal terreno e che costituisce la vera base degli edifici. In molti casi, camminando lungo il perimetro esterno delle case e osservano la parte più bassa dei muri, è possibile osservare la roccia di base, un tempo parte integrante della pavimentazione stradale.

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